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5/9/2003

QUANDO L’INEFFICIENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE VIENE ROVESCIATA SU UNA AZIENDA PRIVATA…
Il caso del sito internet di Grotta Paglicci e delle risorse male utilizzate
di Matteo Tricarico
Una serie di accuse ingiustificate sull'operato della Asernet srl in questi giorni ci inducono ad una serie di riflessioni. L'occasione ci viene data dalla lettura di un comunicato inviato attraverso una newsletter da Garganopress e ripreso dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 4 Settembre. Già nei giorni scorsi, altri articoli ed altri comunicati divulgati da quotidiani più o meno autorevoli della nostra provincia, ci hanno fatto riflettere sul motivo per cui qualcuno si diverta a denigrare (a volte arrivando anche alla diffamazione) il lavoro svolto dalla nostra azienda, come se fossimo un soggetto politico che deve rendere conto dell'amministrazione di soldi e beni di interesse pubblico.
La cosa che ci meraviglia e queste imbeccate arrivano da persone che si professano competenti della materia e che probabilmente non sanno, o ignorano in malafede, che nel momento in cui si realizza un progetto telematico o un portale vi è un momento progettuale, una fase di realizzazione e, in ultimo, la gestione dei contenuti delle informazioni e dei servizi offerti dal portale, fondamentale, quest'ultima fase, affinchè il sito abbia successo.
Innanzitutto è bene precisare che i siti internet commissionati alla Asernet sono di proprietà di chi li ha commissionati, fatti salvi i diritti di copyright e la proprietà intellettuale del software realizzato. Le omissioni o le eventuali inesattezze pubblicate su questi ultimi (comprese le omissioni delle informazioni all'interno di alcune pagine), sono da imputarsi esclusivamente a chi dovrebbe preoccuparsi di gestire il sito e non a chi lo ha realizzato. Come a dire che se uno si fa costruire una casa e poi non ci mette porte e finestre o non la gestisce con la dovuta cura, la colpa è del muratore che l'ha costruita.
Ma vieppiù abbiamo notato, in queste 'scaramucce', che le accuse rivolteci, sono portate avanti, guarda caso, sempre da chi vuole entrare in competizione con la nostra azienda, a volte senza averne neanche i titoli e/o le competenze tecnologiche per farlo.
Torniamo ai fatti!
Questa volta l'accusa è quella di non aver mai completato il sito internet www.paglicci.org che ci venne commissionato dal Comune di Rignano nel 1999/2000 (in seguito alla partecipazione ad una gara pubblica in cui la nostra ditta ha risposto, avendone i requisiti, con un ribasso d'asta del 18% rispetto all'importo stabilito).
E' chiaro che chi ha scritto il comunicato in questione forse non conosce i termini della gara e della fornitura, o cerca di confondere le cose per screditare la nostra azienda per proporsi, magari, come fornitore alternativo (ci risulta che il firmatario dell'articolo faccia parte del Comitato Pro Grotta Paglicci, da anni in contrasto con il Centro Studi Paglicci responsabile del sito di cui si parla).
La fornitura è stata svolta nei termini indicati (entro sei mesi dall'affidamento della gara, fornendo per tale tempo il personale tecnico necessario per la digitalizzazione di tutto quanto ci veniva fornito dalla pubblica amministrazione) sotto le direttive dei responsabili del comune e in collaborazione con l'Università di Siena, che sovrintende agli scavi di Grotta Paglicci.
Il sito è stato dotato di un sistema di gestione dei contenuti (content management) con la possibilità di autogestione da remoto di alcune parti del portale, proprio per permettere l'aggiornamento senza ulteriore aggravio di spese per il comune di Rignano il quale poteva utilizzare, per l'imputazione dei dati, anche personale con poche nozioni informatiche.
A questo punto ci viene da fare alcune domande a chi critica il nostro operato:
- lo sapete che, per gestire un dominio internet ci sono da pagare dei canoni annuali, per la sola gestione del nome del dominio, ad una autorità preposta per garantire la trasparenza su internet?
- lo sapete che per gestire un dominio, lo spazio occupato, e il traffico generato c'è bisogno di server con delle caratteristiche tali da poter funzionare senza problemi 24 ore su 24, di energia elettrica e di collegamento alle linee telematiche?
Ci hanno abituato all'idea che internet è gratis...
Ma vi siete mai chiesti perchè è importante che tutti siano collegati ad internet e navighino all'interno di siti sempre più stellari che contengono sempre meno informazioni e sempre più cose inutili e, alcune volte, costose e truffaldine?
Vi siete mai chiesti quanti dati lasciate al vostro passaggio attraverso un sito internet?
E non è, questo, lo scotto che bisogna pagare alla gratuità dell'accesso alla rete?
Invece di chiedere a noi spiegazioni e cercare di gettare fango su chi da dieci anni sta cercando di portare nella nostra terra quella tanto declamata cultura telematica, pensiamo che sia il caso di chiedere agli amministratori del Comune di Rignano perché non hanno previsto nel progetto gli oneri di gestione successivi alla fase di implementazione del portale, perchè in questi anni non è stato fatto nulla per migliorare i contenuti del sito e, soprattutto, perchè non sono stati pagati alla Asernet i costi di mantenimento del servizio aggravando, quest'ultima, degli oneri dovuti ai vari fornitori.
A questo punto non ci resta che auspicare che ci sia una riflessione in quanti pensano che la concorrenza si faccia a suon di menzogne e non con i fatti e che denigrare ingiustamente l'altrui lavoro sia la soluzione ai propri fallimenti o alle proprie lacune culturali.
A noi piacciono le sfide tecnologiche e la ricerca di soluzioni sempre più interessanti e performanti, con le realtà impegnate in questi ambiti cercheremo sempre di confrontarci, e non ci lasceremo mai nemmeno scalfire da chi cerca solo nella denigrazione degli altri e nella convinzione delle proprie capacità, magari acquisite attraverso la lettura di qualche rivista, la propria gratificazione e il proprio tornaconto.
Certamente provvederemo a rivolgerci alle autorità competenti per avviare procedimenti contro questi 'avventurieri' della rete per chiedere che sia fatta giustizia per tutte le calunnie rivolteci.

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