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18/5/2004

‘CYPHER’
Chi è chi?
di Pierre Hombrebueno
Chi è Rita? Che cos'è la DigiCorp? Chi è buono? Chi è cattivo? Di chi ci si può fidare? Sono queste le domande che accompagneranno lo spettatore per gran parte della pellicola, prima della delucidazione finale.
Morgan Sullivan è un uomo pervaso dal fallimento personale in cerca di riscatto e redenzione. L'occasione gli si presenta davanti quando riesce a diventare lo spia industriale della DigiCorp, potente multinazionale. Morgan, in quanto spia, dovrà comunque assumere una nuova identità, mentendo a tutte le persone che gli stanno attorno, tra cui anche sua moglie. Ma come si presuppone, 'si sente odore di bruciato', la DigiCorp nasconde infatti segreti pericolosi, e Morgan si accorge ormai troppo tardi di trovarsi incastrato in mezzo a un intrigo internazionale che potrebbe anche costargli la vita. L'unica che potrebbe aiutarlo è una misteriosa donna, Rita, incontrata 'casualmente' in un albergo.
Tra 'Matrix' e fantascienza cyberpunk di serie B, 'Cypher' ci mostra un mondo futuristico dove il protagonista non può fidarsi di nulla e di nessuno; la storia è piena di fili intrecciati e nodi impettinabili che porta spesso lo spettatore in vie sbagliate o incomprensibili. Sì, perchè per una buona metà del film è proprio capire e seguire la storia quello che potrebbe essere un problema: troppe domande senza risposte perseguitano infatti le nostre menti, domande che verranno risolte poco per volta solo nel corso del secondo tempo, in modo intelligente, senza mai toccare la banalità e senza uscire dal cerchio da cui si era partiti.
La regia di Vincenzo Natali è di una meticolosità quasi kubrickiana, lucida e curata nella suggestiva plasticità geometrica delle inquadrature in ogni singola scena, il tutto condito da una fotografia pulitissima. Al contrario della tendenza del cinema di fantascienza attuale, Natali non ci devasta di effetti speciali spacca-occhi e di effetti sonori spacca-orecchie, ma punta sul tessere per filo e per segno la ragnatela che sta a sfondo della storia, riuscendo con fluidità a non 'intripparsi' troppo in un soggetto in cui era facile uscire fuori schema.
Cypher è l'incontro tra il cinema post-Matrix e Philip K. Dick con tanto di riferimenti hitchcockiani, un'opera che non deluderà i fan del genere (e non solo).

Pierre Hombrebueno è web critico di www.cinemaplus.it e Presidente dell'Italian Online Movie Awards

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