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22/9/2004

‘SPIDERMAN 2’
Essere o non essere supereroe, è questo il dilemma
di Pierre Hombrebueno
Sono supereroi, svolazzano tra i grattacieli, sono cool e volteggiano nell'aria come foglie al vento, la natura o il caso li ha donati di poteri speciali che dovranno usare per combattere il male e difendere la giustizia. Ma dietro la maschera non sono altro che essere umani, proprio come noi.
Così dietro Batman si nasconde Bruce Wayne, dietro Superman Clark Kent, e dietro Spiderman Peter Parker, un semplice fotografo che riesce a garantirsi il posto perché scatta foto a sé stesso in costume, ma anche uno studentello che rischia la bocciatura, un portatore di pizze che viene liquidato, un ragazzino che rischia di perdere la ragazza che ama per sempre.
Sam Raimi mette al centro dell'attenzione il conflitto interiore del protagonista, spogliandolo del suo costume da supereroe per mostrare la sua vulnerabilità e le sue debolezze tutte umane, a cominciare dai suoi rapporti interpersonali.
Per una visione fluida del film è strettamente consigliato (ri)vedersi il primo episodio, perché Raimi si collega ad esso, a cominciare dal cattivo precendente che spidey ha ucciso, il professor Osborn, che non è nessuno tranne il padre del migliore amico di Peter Parker.
Come già aveva fatto Tim Burton con 'Batman Il ritorno', Raimi gioca col tema del doppio. Batman e Catwoman erano nemici, ma dietro le maschere erano inconsapevolmente amanti, così Peter Parker è il miglior amico di Harry Osborn, ma Harry vuole uccidere Spiderman per vendicare il padre, senza rendersi conto che la tanta ambita preda non è altro che Peter, il suo migliore amico. Ma probabilmente il regista svilupperà meglio questo intreccio del doppio nel sequel, in quanto qui preferisce concentrarsi meglio su un altro rapporto, quello tra il protagonista e Mary Jane, la ragazza che ama.
Può un super-eroe amare e lasciarsi amare da una ragazza, coinvolgendola nel giro e rendendola bersaglia dei nemici? È questo il dubbio di Peter, ed è anche uno dei motivi per cui decide di togliersi definitivamente la maschera e buttarla nel cestino della spazzatura, per vivere una vita normale, lontana dai guai. Tutti, fin da piccoli, sognamo di possedere super-poteri, e allora perché questo Peter Parker vuole rinunciarci? È forse scemo? No, perché nella vita ci sono cose ben più importanti di avere le ragnatele che ti escono dalle vene per arrampicarti sul muro e volare tra i grattacieli, come la famiglia, l'amicizia, e soprattutto l'amore, quell'amore per cui saresti disposto a dare la tua vita, proprio come recita la canzone 'Someone to die for' (Spiderman 2 original soundtrack).
Ma come accade nelle scene finali del film, l'uomo deve anche trovare la propria strada, e per scelte di questo tipo bisogna sempre sacrificare e rischiare qualcosa, ma Peter questo rischio è pronto a correrlo, perché in palio c'è la persona che ama. Non saremo un po' tutti pronti a correre questo rischio quando in palio c'è il cuore della nostra amata? Penso proprio di si.

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