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12/10/2004

CINEMA: ‘HERO’
Che cosa vuol dire essere un eroe?
di Pierre Hombrebueno
Dopo ben 2 anni di attesa, ringraziamo il signor Quentin Tarantino per aver portato da noi il primo wuxia-pian (storie di cavalieri erranti, vero genere culto del cinema asiatico) di Zhang Yimou. Specifichiamo però, per non trarre in inganno gli spettatori, che Tarantino in questo film non ha fatto nulla, non l'ha diretto, nè prodotto, nè sceneggiato, ma si è 'limitato' a dare i soldi per distribuirlo.
Il fattore che colpisce maggiormente di quest'opera di Yimou è sicuramente l'impatto visivo, di una eleganza formale che ha quasi dell'incredibile: duelli a slow motion che fanno pensare più a un balet piuttosto che ad un combattimento, il tutto fotografato con colori volutamente eccessivi e con lucidezza attenzione per certi elementi come le gocce d'acqua o le foglie degli alberi.
Il regista intende sicuramente omaggiare Akira Kurosawa ed il suo Rashomon, l'intreccio narrativo che intende ricercare la verità nascosta tra le bugie, così della storia ci vengono narrate più versioni, e anche se il dubbio rimane aperto fino alla fine, il trionfo è nella morale della favola: così come Kurosawa in Rashomon terminò la sua opera in un grande messaggio di pace, la stessa cosa fa Yimou in Hero.
Al contrario de 'La tigre e il dragone' di Ang Lee però, ciò che manca in Hero è una attenta analisi psicologica, tralasciando certi personaggi che sicuramente potevano essere sviluppati meglio: non ci sarebbe piaciuto un potenziamento analitico nel personaggio di Cielo? E che ruolo ha esattamente Luna, nel rapporto tra Spada Spezzata e Neve che vola?
Forse per colpa anche delle difficoltà d'intreccio, Yimou non riesce quindi a dosare al meglio le varie parti filmiche, accennando a malapena gli ingredienti tipicamente wu-xia dell'amore o dell'orgoglio, si ha quasi l'impressione che il regista cinese voglia tappare i buchi inserendo numerosi combattimenti, certe volte addirittura inutili in quanto troppo ripetute, stancanti appunto. Interessante comunque i correlamenti che il regista fa tra l'arte della spada e l'arte della musica o della scrittura, concetti filosofici che vanno ad aggiungersi al tema principale della pellicola: che cosa vuol dire essere un eroe?
La figura eroica delineata dal film è un uomo saggio e coraggioso, pronto a sacrificare la propria vita per la patria, pronto a cancellare i rancori per il bene della popolazione. In Hero nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo, sono semplicemente esseri umani alla ricerca del proprio essere, del proprio obiettivo da raggiungere, obiettivi che tutti raggiungeranno nell'epilogo.

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