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29/1/2005

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE
Ecco cosa cambia
La legge regionale che regolerà in Puglia le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale domenica 3 e lunedì 4 aprile segue sostanzialmente, come annunciato, la traccia delle norme che hanno regolato le consultazioni del 1995 e del 2000. Poche ma importanti le modifiche apportate dal gruppo di lavoro consiliare coordinato dal vicepresidente Dipietrangelo, che con la collaborazione del costituzionalista prof. Agosta e in contatto costante col Ministero degli Interni ha definito l'ipotesi di nuova disciplina condivisa dalle tutte le forze politiche in Aula.
'Il presidente della Regione è eletto a suffragio universale e diretto, in concomitanza con il rinnovo del Consiglio regionale'. Il primo comma dell'art. 2, precisa che le candidature alla carica di presidente vanno 'presentate all'ufficio centrale regionale, da parte di un delegato, dalle ore 8 del trentesimo giorno alle 12 del ventinovesimo giorno antecedenti quelli della votazione'. Va 'accompagnata dalla dichiarazione di collegamento con uno o più gruppi di liste' e viene accettata entro 24 ore dalla presentazione. Per le liste dei candidati consiglieri, il termine è dalle 8 del ventiseiesimo alle 12 del venticinquesimo giorno precedenti l'ultimo della votazione.
Il candidato che consegue il maggior numero di voti validi è proclamato presidente della Regione e componente del Consiglio regionale, nel quale entra come consigliere anche il candidato presidente che abbia riportato 'un numero di voti validi immediatamente inferiore'. Occuperà 'l'ultimo dei seggi spettanti alle liste circoscrizionali collegato' o il seggio attribuito dal collegio unico regionale. All'occorrenza, qualora tutti i seggi 'siano assegnati con quoziente intero', si procede all'attribuzione di un seggio aggiuntivo.
'Il Consiglio regionale - art. 3 - è composto da 70 membri, compreso il presidente eletto'. Ai 13 seggi che verranno attribuiti come premio di maggioranza per confermare il rapporto del 60% e 40% tra gli schieramenti si aggiungeranno i 56 eletti nelle province, ripartiti in sei circoscrizioni sulla base della popolazione residente, secondo l'ultimo censimento. In pratica, diviso il numero degli abitanti per 56, i seggi da assegnare sono 17 nella circoscrizione di Bari, 6 in quella di Brindisi, 9 a Foggia, 11 Lecce, 8 a Taranto e 5 nella sesta provincia del Nord barese).
A tutela della componente femminile, nelle liste, che vanno 'presentate e ammesse in almeno tre circoscrizioni con lo stesso contrassegno', 'nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati'. In caso contrario è prevista una sanzione, con la riduzione del rimborso delle spese elettorali (fino ad un massimo della metà della somma spettante) proporzionata ai 'candidati in più rispetto al minimo consentito'.
Le elezioni sono indette con decreto del presidente della Regione - art 5 - che fissa la data, 'a decorrere dalla quarta domenica precedente il compimento del quinquennio'. In caso di scioglimento anticipato del Consiglio, vanno indette entro tre mesi. È fissata, all'art. 6, l'ineleggibilità nell'Assemblea regionale dei presidenti delle province e dei sindaci di tutti i comuni pugliesi, a meno che non si dimettano 'non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature'.
La scheda elettorale sarà unica. E' ammesso il voto disgiunto, ad un candidato presidente e ad una lista collegata al concorrente. La preferenza di lista sarà unica. Nel caso di segno espresso solo sul contrassegno di lista, il voto si intenderà attribuito anche a favore del candidato presidente collegato. La legge elettorale fornisce all'art. 7 puntuali indicazioni per lo scrutinio di schede che contengano espressioni di voto di dubbia interpretazione.
In deroga alle norme generali, nelle prossime elezioni sono esonerate dalla sottoscrizione degli elettori le liste circoscrizionali espressione di gruppi già rappresentati in Consiglio o costituiti in gruppo parlamentare anche in una sola delle camere nazionali.
L'art 9 disciplina infine la ripartizione dei seggi in base ai risultati elettorali. I resti sono assegnati su base circoscrizionale.
Nessuno sbarramento di lista per le prossime elezioni. È rinviato alle elezioni del 2010, al 5% (art. 11, comma j). Già fissato invece uno sbarramento di coalizione: sono ammesse all'assegnazione dei seggi solo le liste provinciali collegate, che abbiano complessivamente ottenuto nell'intera regione almeno il 5% dei voti validi.

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