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21/2/2005

IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA È NEL BIOLOGICO
Valore aggiunto per la Capitanata
Una indicazione sul biologico è emersa chiara nel convegno intitolato ‘Agricoltura sana, agricoltura biologica’, tenutosi nella Sala Consiliare del Comune di Cerignola. L’appuntamento è stato organizzato dal consorzio di filiera ‘Fattorie di Puglia’, in collaborazione con il Comune e con il patrocinio dell’azienda cerignolana ‘Puglissima’, marchio di prodotti regionali di qualità che è capofila del consorzio.
L’introduzione è stata affidata al Sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo. ‘Il nostro territorio ha immense risorse, per quanto riguarda l’agricoltura di qualità’, ha ricordato il primo cittadino. ‘Da tempo ci stiamo battendo perchè queste risorse vengano adeguatamente conosciute a livello nazionale e non solo. Abbiamo migliorato le infrastrutture e creato un terreno fertile, con la zona di insediamento industriale, per favorire lo sviluppo delle imprese locali, anche e soprattutto nel settore della trasformazione e conservazione dell’agro-alimentare. Le colture biologiche sono un valore aggiunto, perchè consentono di valorizzare le specificità del territorio, ma permettono anche di rispettare l’ambiente: una filosofia cui Cerignola è devota, come dimostrano i fondi di Agenda 21 concessi alla città per lo sviluppo sostenibile’.
‘La scelta del biologico, inoltre’, ha concluso Giannatempo, ‘faciliterebbe l’azione di marketing territoriale sulla quale Cerignola deve puntare sul futuro. Siamo in una zona ricchissima di testimonianze storiche e archeologiche, di mete religiose, di tesori naturalistici; abbiamo in città e nei dintorni veri gioielli culturali e un patrimonio agri-turistico ancora tutto da sfruttare. L’attrattiva può essere integrata e incrementata dalla presenza di prodotti di alta qualità derivanti dall’agricoltura biologica’.
E’ toccato, poi, ad Angelo Cotugno, Presidente del consorzio di filiera ‘Fattorie di Puglia’, illustrare gli obiettivi e i risultasti già raggiunti dall’aggregazione di operatori costituita nel luglio 2003.
Il consorzio è costituito da 6 aziende agricole, 5 di trasformazione ed una di commercializzazione. Altre quattro aziende sono in attesa di ingresso nel gruppo. Obiettivi di ‘Fattorie di Puglia’ sono quelli di immettere sul mercato internazionale un prodotto tipico pugliese, ottenuto con una trasformazione tradizionale e con ingredienti di alta qualità e coltivati con metodi biologici, come solo nei terreni e con i climi di Puglia si può fare.
‘Questa formula di aggregazione tra operatori di filiera’, ha detto Cotugno, ‘ci consente di immettere sul mercato un prodotto tipico pugliese a prezzi competitivi, in quanto si evitano molteplici passaggi del prodotto dal campo di provenienza al consumatore.’ ‘Oggi, dopo appena un anno e mezzo di attività’, ha concluso Cotugno, ‘vendiamo i nostri prodotti ‘Puglissima’ sui mercati di Danimarca, Svezia, Germania, Austria e Canada. Abbiamo anche un accordo di programma con Tamma e Del Verde finalizzato alla certificazione N.O.P. per il mercato biologico statunitense, che ha consentito di vendere il grano duro biologico con un incremento del 26% rispetto al prezzo di mercato del grano duro convenzionale. L’accordo prevede anche la realizzazione di prodotti confezionati come l’olio extra-vergine di oliva biologico, l’olio al limone, i taralli biologici, i cavatelli di grano arso, orecchiette, fricelli e cavatelli di grano biologico, pomodorini al naturale, passata di pomodori biologici, verdure in olio extra-vergine di oliva biologico e olive ‘Bella di Cerignola’ biologiche. Tutti, pronti per essere acquistati in tutto il mondo attraverso l’e-commerce.’
‘Puntare sul biologico è una scelta vincente’, ha confermato il dott. Nino Paparella, Presidente Nazionale dell’ICEA, Istituto di Certificazione Etica e Ambientale.
‘Faccio i miei complimenti a Cerignola per l’idea del consorzio di filiera: questo dimostra che l’agricoltura non è fatta solo di assistenzialismo, ma anche di iniziative valide sotto il profilo imprenditoriale perchè dirette al successo di mercato prima che ai contributi pubblici.’
‘Fattorie di Puglia’, ha proseguito Paparella, ‘ribalta le logiche attuali: oggi sono i venditori che dettano i prezzi; il consorzio composto in maggioranza da produttori e trasformatori, può dettare regole diverse, diminuendo i tanti intermediari tra produzione e consumo.’
‘Biologico non significa solo metodi tradizionali’, ha specificato il Presidente ICEA, ‘ma anche innovazione, prodotti derivati dall’inventiva specifica del territorio ma realizzabili solo in una determinata zona, come l’olio al limone citato.’
‘Oggi’, ha concluso Paparella, ‘i vantaggi derivano anche dai contributi che la Regione Puglia ha stanziato per gli agricoltori che convertono le proprie colture al biologico. Si possono ottenere premi di discreta entità per 5 anni, con la certificazione e l’impegno di cedere il prodotto, una volta finito il periodo di conversione colturale, a strutture di trasformazione o commercializzazione certicate ‘bio’’.
Le conclusioni del convegno sono state affidate all’Assessore Regionale Roberto Ruocco. ‘In agricoltura ci troveremo presto di fronte a concorrenti spietati’, ha esordito l’Assessore: ‘saranno i produttori dell’Est e del bacino del Mediterraneo, che possono contare su manodopera a bassissimo costo, e quelli che si trovano in Paesi che hanno lasciato aperta la strada alla ricerca sugli OGM. Questi ultimi potranno presto realizzare una redditività dei raccolti cui noi non potremo accedere, per la scelta europea di bandire le ricerche sulla genetica applicata in agricoltura. Una scelta rispettabile che, però, ci impone precise scelte strategiche per il futuro: non potendo reggere le concorrenze indicate, dovremo puntare sull’altissima qualità, sui prodotti tipici, sui prodotti biologici.’
‘La produzione biologica, però’, ha precisato Ruocco, ‘deve svincolarsi dalla logica ‘pauperistica’ che l’ha sinora caratterizzata: non più pochi produttori isolati, che si dedicano al biologico solo perchè ‘fa tendenza’. Il biologico ha importanti nicchie di mercato all’estero, che vanno conquistate con quantità adeguate di prodotto, oltre che con la grande qualità. Per questo, i consorzi di filiera, i marchi di qualità e di provenienza sono scelte importanti. E per questo la Regione ha cominciato ad incentivare le scelte operate in tal senso.’
‘Ci avviciniamo alla programmazione per i fondi comunitari 2007/2013’ ha concluso Ruocco, ‘e non possiamo permetterci esitazioni: il mercato globalizzato ci metterà di fronte a sfide durissime che potremo affrontare solo con questa ‘rivoluzione culturale e colturale’ verso il biologico. Una rivoluzione vincente, conoscendo la qualità di partenza dei nostri prodotti e la validità dei produttori pugliesi’.

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