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25/2/2005

CINEMA: ‘MILLION DOLLAR BABY’
Un Capolavoro da un Milione di Dollari
di Pierre Hombrebueno
Senza parole. Clint Eastwood ha alle spalle più di 30 anni di carriera come regista. Inizialmente, non sembrava brillare molto in quest’attività, ma pian piano si vedeva delineare una sua personalità autoriale, solida e decisa come i cowboys che interpretava.
Suoi sono 3 tra i film più belli dei tempi recenti: ‘Gli Spietati’, ‘Mystic River’ e ‘Million Dollar Baby’.
L’abilità di questo regista sta nel mescolare ai più svariati generi il suo marchio noir, dal Western, al Melodramma, fino al più recente ‘Film Sportivo’. Il Western di Clint Eastwood non è solamente un Western, il suo melodramma non è solamente un melodramma, e ‘Million Dollar Baby’ non è solamente un film sulla boxe. Eastwood crea un mondo suo, un mondo travolto dal pessimismo, un mondo cupo, noir, dove tutti sono alla ricerca di una redenzione, di un riscatto dalla vita.
Più cerchi di correre veloce e più il passato ti risucchia. Il passato si tramuta irrimediabilmente in presente, e il presente in futuro. Quello di Eastwood è un mondo di Spietati, dove le persone cercano di lavare le loro colpe nel ‘Mystic River’, aspettando una Pupa da un milione di Dollari, una persona per il quale rischiare tutto, a cui dare tutto, come farà Frank con Maggie.
‘Million Dollar Baby’ ha infiniti strati; affronta e vive sulla pelle il mondo della boxe, narra di una bellissima storia d’amore, ma soprattutto, ‘Million Dollar Baby’ è un film sulla vita e la morte, un’indagine introspettiva sulla nostra esistenza in chiave pessimista.
Tutte queste tematiche sono gestite dal regista con una sintassi fluida e lineare. Eastwood non tralascia nulla, e dà alla sua macchina da presa una funzione psicologica, indagando in profondità nelle anime dei suoi personaggi, interpretati magistralmente da un cast formato da Eastwood stesso, Hilary Swank, e Morgan Freeman.
C’è un ricchissimo linguaggio semiotico nella messa in scena dell’opera, il livello di significazione non è mai puramente denotativo, ma ha sempre un valore supplementare nella sua connotazione. Per questo in ‘Million Dollar Baby’ non ci sono scene clou, perché ogni scena potrebbe essere quella più importante di tutto il film, ogni scena è clou nella sua vastità di sfumature, segni, e codici.
Quello di Eastwood non è una regia di superficie, perché la sua pragmatica è più unico che raro, e l’organizzazione interna dei messaggi e delle emozioni scava nel tunnel più profondo dell’inconscio, sviscerando ogni qual cosa di possibilmente sviscerabile.
Clint attacca con la sua macchina da presa come un fantasma che sorvola i luoghi dell’azione, l’occhio della cinepresa è efficace nella sua semplicità trasparente. Ogni elemento del quadro è incentrato nell’occhio dello spettatore; Clint passa dal Soft al Deep Focus, da primi piani a campi larghi con grande disinvoltura, si aggira sul set come un fascio di laser che colpisce e trapassa con la sua autopsia emotiva.
Magnifico l’uso della fotografia di Tom Stern, un continuo contrasto tra (poca)luce e (molta) oscurità, proprio come i protagonisti che vivono nascosti nell’ombra, desiderando ogni tanto il sole, un taglio alla miseria per avere un po’ di gloria.
Clint Eastwood è un regista che va amato. ‘Million Dollar Baby’ è un film che va amato.

Clint Eastwood: un Uomo, un Mito.
Un tempo andava di moda questo detto cinematografico: ‘Clint Eastwood, come attore, ha due espressioni: quello con il cappello e senza’. Chi ha visto ‘Million Dollar Baby’ dovrà necessariamente ricredersi.
All’età di 70 anni e passa, Clint Eastwood raggiunge la sua completa maturità artistica non solo come regista, ma anche come attore.
Il viso di Clint è qualcosa che parla a sé, un viso segnato dalle rughe della vecchiaia, che in questo caso riesce ad esprimere perfettamente il personaggio di Frank. Le sue rughe così marcate sono connotazione del suo passato. Frank ne ha vissuto di ogni sulla pelle. Non sappiamo nulla della sua vita passata ma il volto è sofferto e segnato dagli uragani che gli hanno travolto la vita.
Clint Eastwood è un duro. Clint Eastwood non piange mai. Ma i suoi occhi si tingono di lacrime, lacrime trattenute che mai scenderanno, due occhi così carichi di espressività, contemporaneamente glaciali e umani, divisi tra dolore e speranza.
Quest’uomo è anche l’autore delle 4 note in croce che fanno da colonna sonora alla pellicola. 4 note efficacissime nel dare enfasi narrativa.
‘Million Dollar Baby’ è il film di una vita. Le nostre lodi al suo autore: un uomo, un mito.
E se c’è ancora un po’ di giustizia in questo mondo, dagli Oscar Clint tornerà a casa col sorriso in faccia.

REGIA: Clint Eastwood
CAST: Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman
SCENEGGIATURA: Paul Haggis

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