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28/6/2005

PER L'ENERGIA E' NECESSARIO UN PIANO REGIONALE
Sono le conclusioni dei lavori svolti sul tema dalla Sinistra Ecologista
Quando si parla di energia e di questione energetica non si può lasciare tutto al caso o all'iniziativa dei singoli enti, ma va posto in essere un piano regionale organico.
Sono queste le conclusioni dei lavori sul Energia in Puglia e in particolare sull'utilizzo dell'eolico da parte della Sinistra Ecologista.

"E' ormai evidente recita il documento di sintesi finale dei lavori - come la questione energetica Pugliese, in cui si inserisce con le sue peculiarità il livello provinciale di Foggia, debba essere urgentemente affrontata in un'ottica di programmazione regionale che il governo nazionale e i precedenti governi regionali non hanno voluto e saputo fare.
Esiste una irripetibile occasione di caratterizzare il piano come strumento per l'attuazione del protocollo di Kyoto e oltre, e di farne un'esperienza partecipata dai territori, dalle forze sociali e dalle associazioni ambientaliste. Si potrà puntare allo sviluppo delle produzioni da fonti energetiche rinnovabili (eoliche, solari e da biomassa) diffuse di piccola taglia, meglio se integrate nelle attività delle aziende agricole, o volte al soddisfacimento dei consumi energetici individuali o condominiali da fonte solare, e meno a quelle centralizzate di natura industriale; privilegiare, cioè, le fonti rinnovabili nel loro insieme, di dimensioni sostenibili ed integrate nel tessuto produttivo capaci di promuovere una complessiva modernizzazione ecologica dell'economia. Per le nuove produzioni centralizzate il piano potrebbe accompagnare una tendenziale dismissione dell'uso di combustibili fossili inquinanti (carbone e oli), a favore di riconversioni per il metano. Ulteriori insediamenti di natura industriale centralizzata, anche eolici, dovrebbero inoltre comportare una attentissima valutazione di inserimento ambientale ed economico da un lato e di percezione paesaggistica dall'altro: bisognerà escludere aree di pregio o già sovraccaricate, corrispondere a effettive dismissioni contemporanee di centrali inquinanti, offrire reali garanzie di controllo e monitoraggio continui degli impatti e, ove ancora contestati, gli insediamenti andrebbero sottoposti a verifica referendaria. Il piano energetico dovrà collegarsi, inoltre, ad un piano concreto del risparmio e a quello della mobilità sostenibile. Nel frattempo per le realizzazioni eoliche in corso di realizzazione o in attesa di autorizzazione, andrebbe svolta una scrupolosa verifica del rispetto delle linee guida già emanate dalla Regione per l'eolico e recentemente integrate con la direttiva del 31 maggio sulla costruzione e realizzazione di impianti a fonti rinnovabili. Per ulteriori insediamenti si potrebbe ipotizzare una moratoria fino alla definizione strategica del piano, che comunque sarebbe utile non tardasse oltre un anno.
Circa i benefit che gli impianti eolici industriali apportano alle amministrazioni comunali, costretti in gravi difficoltà finanziarie dalla politica governativa, va precisato che tali risorse aggiuntive non sono, di per se, sufficienti a risolvere i problemi del ritardo nello sviluppo che colpisce soprattutto i piccoli Comuni delle aree interne.
L'energia eolica è sicuramente una risorsa, ma la sua utilizzazione non può danneggiare altre risorse (agricoltura, turismo, beni paesaggistici, storici ed ambientali) su cui costruire uno sviluppo eco sostenibile.
La pianificazione dell'uso delle risorse energetiche rinnovabili (eolico, solare, biomasse, idriche, ecc.) deve essere l'occasione per proporre alla Regione un piano concreto di interventi che faccia uscire queste zone dal loro mancato sviluppo con una scelta irrevocabile in direzione di un'economia eco sostenibile basata sulla attivazione dei parchi regionali già individuati, sulla forestazione e manutenzione continua del territorio per curare e prevenire il dissesto idrogeologico, sulle filiere dei prodotti tipici e di qualità, sul turismo culturale e ambientale, sulla ricerca e l'innovazione teso a valorizzare le risorse umane e materiali locali, sul recupero dei ritardi in termini di infrastrutture e servizi indispensabili per una convivenza civile (strade, servizi socio - sanitari e assistenziali, telecomunicazioni, strutture formative e culturali, ecc.).

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