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20/7/2005

A FAETO OLTRE ALL'EOLICO SELVAGGIO ANCHE L'ELETTROSMOG
Continua la denuncia del Circolo Faeto Libera Unita Democratica
Continua la deturpazione del paesaggio ambientale di alcune zone della capitanata particolarmente interessanti dal punto di vista vegetativo e paesaggistico. Così a Faeto, oltre al problema dell'eolico selvaggio, adesso si scopre di avere anche problemi di elettrosmog. Il Circolo Faeto Libera Unita Democratica ci ha inviato una nota che pubblichiamo in cui si denuncia questo episodio.
'Oltre al problema dell’eolico selvaggio a Faeto c'è anche quello dell’elettrosmog. Le apparecchiature che producono campi elettromagnetici possono causare inquinamento nell’ambiente circostante, sia dentro casa che all’esterno, provocando con la lunga esposizione e soprattutto con la vicinanza ai suddetti impianti danni fisici e psichici alle persone. Studi epidemiologici condotti a livello mondiale hanno dimostrato che l’esposizione inconsapevole e protratta nel tempo può causare malattie gravi come la leucemia.
Basta fare, infatti, una semplice ricerca su Internet e si trovano tantissimi studi scientifici sui danni acuti e cronici provocati dall’elettrosmog, danni dati dal riscaldamento continuo del corpo dovuto proprio all’esposizione alle onde elettromagnetiche prodotte dai ripetitori televisivi, da quelli radio e da quelli di telefonia mobile.
Sotto accusa, però, sono soprattutto le stazioni radio base localizzate su edifici abitati, scuole, ospedali. Il Decreto Ministeriale n. 381 emanato il 10 Settembre del 1998 ha regolamentato per la prima volta questa materia rappresentando un passo in avanti per la legislazione italiana ed una prima conquista ottenuta grazie al lavoro continuo di alcune associazioni impegnate in questa difficile materia tra le quali vi è il Codacons.
A questo Decreto si sono adeguati anche molti enti locali, sia al Nord che al Sud, dando regole precise sull’installazione di questi apparecchi onde limitare al massimo i danni alla salute umana.
Ciò perché la salute è il nostro bene primario, la tutela delle salute è un nostro diritto fondamentale sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana e da innumerevoli leggi statali e non, ed a maggior ragione lo è la salute dei bambini che deve essere al di sopra di qualsiasi cosa e che non ha e non può avere un prezzo.
A Faeto, invece, si dà un prezzo alla salute dei bambini.
Infatti insiste, ormai dal 2002, sull’immobile attualmente adibito ad edificio scolastico un’antenna di telefonia mobile che frutta alle casse comunali la sbalorditiva cifra di 8.500 euro circa all’anno. La suddetta cifra, peraltro, si confonde nel bilancio comunale e non viene neanche utilizzata, a parziale risarcimento del costo sostenuto dagli inconsapevoli bambini ed insegnanti, per finanziare attività collegate a quelle scolastiche.
Tale antenna viene tenuta sulla Scuola locale in assoluto dispregio alle leggi che espressamente lo vietano. Il Sindaco è la prima autorità sanitaria di un Comune e sarebbe suo dovere cercare di tutelare la salute dei cittadini ed ancora di più quella dei bambini. Tante volte è stato chiesto al Sindaco di Faeto di togliere quell’antenna che pesa sulla testa di bambini ed insegnanti ma l’unica risposta che è stato capace di dare è che lui la pensa in un altro modo, risposta peraltro replicata in uno degli ultimi Consigli Comunali ad una interrogazione fatta dai Consiglieri di Minoranza che si stanno impegnando per eliminare questa deprecabile situazione.
Il buon senso dovrebbe condurre alla decisione di spostare l’antenna anche e soprattutto in considerazione del fatto che vi sono moltissimi studi scientifici che attestano i danni provocati dall’elettrosmog e del fatto che vi è una Legge regionale la quale dice espressamente che 'E’ vietata l’installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di remittenza radiotelevisiva e di stazioni radio base per telefonia mobile, su ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido'. Ebbene noi attraverso gli organi di stampa vogliamo farci portavoce dei molti genitori preoccupati della salute dei loro bambini ed anche di quella degli insegnanti. Noi faremo tutto il possibile per far delocalizzare questa antenna dal tetto della Scuola prima che riprenda l’anno scolastico ma chi ripagherà i bambini e gli insegnanti dei danni subìti?
Non sarebbe stato meglio agire secondo coscienza rispettando le leggi e considerando prioritaria la tutela della salute pubblica? In claris non fit interpretatio
'.

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