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5/4/2006

L’ITALIA ALLA PROVA
Par condicio: Ospitiamo un intervento di Compagnia delle Opere
Il voto del 9 e 10 aprile porterà più o meno libertà per tutti?
Nello schieramento di centrosinistra prevalgono correnti radicali e massimaliste che mettono
a tacere le posizioni moderate, che pur ci sono. Infatti:
Sulla vita, la Rosa nel pugno e altri esponenti della sinistra preannunciano leggi a favore
dell’eutanasia, insieme a scelte più permissive nei confronti dell’aborto e della sperimentazione
sugli embrioni, senza alcun rispetto per la dignità dell’uomo e della volontà popolare.
Sulla famiglia, una legislazione a favore di pacs e coppie di fatto tra persone dello stesso sesso
rischia di snaturare il concetto stesso di famiglia e il suo valore civile.
Sulla scuola, si preannuncia un rilancio della burocrazia statalista nella scuola e nell’università
e un arresto della pur precaria parità tra scuola statale e non statale.
Sull’economia, col pretesto della crisi, al di là delle dichiarazioni di facciata, nel programma si
prefigura un rilancio dello statalismo più rigido, il ridimensionamento se non l’abolizione della
legge Biagi, la promessa di privilegi a gruppi sindacali e ad imprese incapaci di competizione
internazionale, un rilancio delle partecipazioni statali, oggi divenute regionali o comunali. Si
demonizza o si ignora la piccola e media impresa, il credito a servizio della gente. Dando ascolto
a egoismi locali, si bloccheranno o si ritarderanno grandi opere necessarie per mantenere l’Italia
legata al resto dell’Europa e per lo sviluppo. L’ambiguità sulla Tav ne è un esempio eloquente.
Sulla politica internazionale, per garantirsi il consenso della sinistra estrema non si emargina
con chiarezza chi esalta il terrorismo fondamentalista e fomenta un odio di principio contro Stati
Uniti e Israele. In tema di immigrazione, con grave irresponsabilità si predica un’apertura
indiscriminata senza chiedersi che ne sarà di chi entra in Italia.

“Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto”. (Benedetto XVI, Deus caritas est).

Certo, l’attuale governo non ha raggiunto tutti i risultati che si prefiggeva. Né mancano i conflitti
di interesse. Tuttavia una cosa è certa: l’azione del centrodestra non ha l’intenzione di bloccare
la libertà e la responsabilità dei singoli, la ripresa della piccola e media impresa e il riorganizzarsi
della società dal basso per rispondere ai propri bisogni. L’attuale maggioranza, se non favorisce,
tuttavia non penalizza - almeno sul piano del principio - il rilancio di un’educazione da parte di


gruppi e settori sociali che credono nel valore della persona e che scommettono sulla sua libertà.
La riforma del mercato del lavoro, le politiche per i distretti, la legge sull’impresa sociale, il “più
dai meno versi” e il cinque per mille per non profit e ricerca sono segnali di una giusta direzione.
La prospettiva di un rinnovato sviluppo e di una reale solidarietà sta nella capacità dei cittadini
italiani di riprendere vigore e forza ideale, ridando vita a una tradizione in cui la persona e le
realtà associative siano protagoniste.
Voteremo centrodestra. Un voto per difendere la libertà di tutti: delle persone, delle realtà
educative e sociali, delle imprese. E della Chiesa, quella «entità etnica sui generis» che difende
il valore della vita umana, educa alla carità e sostiene la speranza del futuro.


Giudizio a cura di:
COMPAGNIA DELLE OPERE
Via P. Scrocco, 60
71100 FOGGIA
Tel. 0881 709077 Fax 0881 755539
www.cdopuglia.it e-mail: info@cdopuglia.it

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